Evento Regionale
ARCE Trentino Alto Adige, anche le Comunità Educanti alle “Giornate della Restanza”
15/10/2026
Comunicato Stampa
hub ARCE: Trentino Alto Adige

L’evento, tenutosi a Folgaria (TN) il 9 e il 10 ottobre, ha dedicato ampio spazio all’educazione attraverso il confronto con la comunità territoriale.
Si è svolto venerdì 9 e sabato 10 ottobre nella Sala Don Bottea a Folgaria (TN) l’evento “Giornate della Restanza”, promosso dalla Pro Loco Nosellari-Oltresommo in collaborazione con ARCE Trentino Alto Adige (Associazioni delle Reti delle Comunità Educanti del Trentino Alto Adige), nell’ambito del progetto nazionale ARCE–Comunità Educanti Inclusive e Solidali, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali (avviso n. 2/2024).
Le due giornate hanno analizzato il tema “restanza”, approfondendo il significato di restare, partire e tornare in aree interne, cioè aree montane a rischio di spopolamento o post-spopolamento. Con la comunità degli Altipiani Cimbri e di altre aree del Trentino e con ricercatori e attivisti giunti da diverse parti d’Italia sono state discusse e mappate pratiche e forme dell’abitare capaci di produrre – prima ancora che sostenibilità economica – senso, relazioni e possibilità di vita. L’evento ha affrontato anche argomenti legati all’educazione e alle comunità educanti sia in relazione al pericolo di povertà educativa di queste zone, spesso senza servizi scolastici e culturali, sia per il potere delle “Scuole di luogo”, ossia scuole intergenerazionali, locali, aperte durante l’intera giornata e caratterizzate dallo scambio di conoscenze da parte dell’intera comunità, bambini inclusi, e in grado di generare attaccamento al territorio e promuovere le relazioni.
Venerdì 9 ottobre ricercatori, giornalisti e attivisti delle aree interne si sono confrontati nel “Simposio sulla restanza”, mentre il giorno successivo ha avuto luogo, attraverso dei tavoli partecipativi, un confronto aperto alla comunità su pratiche di restanza, territori e sviluppo comunitario. Uno dei tavoli partecipativi è stato dedicato all’educazione, a partire da due domande: quali conoscenze e competenze legate al territorio rischiano oggi di non essere trasmesse alle nuove generazioni? Come possiamo costruire percorsi educativi che mettano i giovani nelle condizioni di leggere il territorio, riconoscerne le possibilità e immaginarvi il proprio futuro?
L’iniziativa ha permesso di raccogliere spunti concreti per progetti e modalità di supporto alle comunità educanti. I tavoli partecipati hanno consentito di mappare lo stato e le necessità della situazione educativa: l’assenza di offerta scolastica dopo le medie che impone alle famiglie di trasferirsi nei poli centrali; il bisogno di ripensare i contenuti dei programmi scolastici, includendo storie di vita, conoscenza del proprio territorio e delle sue specificità, nell’ottica di promuovere il senso di appartenenza, nonché manualità e pratiche artigianali; avere luoghi che funzionano come case del paese e presidi di comunità, e dove si faccia anche educazione. È emerso con forza il bisogno delle scuole di luogo e di creare reti tra la comunità e i luoghi dell’educazione, con proposte di interventi “macro”, quali mappe di comunità, ascolto del territorio, permeabilità delle istituzioni scolastiche, decostruzione della centralità, e interventi “micro”, come condivisione di buone pratiche su piccola scala, conoscenza di chi governa e semplificazione.







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